ERIKA FAY NICOLE

Ville Italiane sotto i riflettori

Le storie affascinanti delle tipiche ville all'italiana: da Villa Erba a Cernobbio a Palazzo Nicolosio Lomellina a Genova.

Dalle maestose cime al luccichio dei laghi e alle sponde accarezzate dal mare, le ville italiane si dispiegano come poesie scritte dalla natura stessa. In questo scenario incantato, montagne, acque serene e coste selvagge convergono, abbracciando storie d’amore e eventi esclusivi sotto un cielo che benedice ogni momento con la sua eterea bellezza. Il settore Hospitality e il mondo Luxury hanno fatto delle ville italiane una destinazione di charme, la natura ha fatto il resto.

Villa Erba

Un disco d’acqua cangiante, lievemente increspato dalla brezza estiva e circondato da montagne azzurre. Una gita in barca al tramonto, un tuffo dalla gola di Nesso, nascosta tra le fronde, un pranzo al sole sulla riva: è il lago di Como.

Tra le ville italiane, la prima che ci viene in mente è Villa Erba, a Cernobbio, posizionata a sfioro sul lago, il cui passato, presente e futuro, sono intessuti di religione, cinema e moda. 

La maison francese Dior, per esempio, ha presentato la sua collezione di alta gioielleria in collaborazione con Victoire de Castellane, proprio nel giardino secolare della villa, ricco di specie esotiche e piante rarissime dai colori sgargianti. 

Tra cene di gala, sfilate, pianoforti classici e arte, il destino di Villa Erba pare strettamente e indissolubilmente legato alla cultura e agli eventi mondani. Ma in origine erano la sacralità e la preghiera a dominare la scena. La dimora era, infatti, un monastero femminile. Da qui il nome della località stessa di Cernobbio, da « cenobio » cioè monastero.

Tra storia e cinema

Agli inizi dell’800, lo spazio venne ristrutturato e trasformato in un parco a cui fu presto annesso il progetto di una nuova e magnifica costruzione, la cosiddetta “Villa Grande”, oggi Villa Erba, dal nome dei suoi committenti: i coniugi Luigi Erba e Anna Brivio, che incaricarono gli architetti Angelo Savoldi e Giovanni Battista Borsani. E così, di mano in mano, la proprietà passò in eredità alla figlia dei coniugi Erba, Carla Erba, che sposò a Cernobbio il duca Giuseppe Visconti di Modrone, diventando la casa di vacanze della famiglia. Il quarto dei loro sette figli fu niente meno che il regista neorealista Luchino Visconti. Qui il regista trascorse parte della sua infanzia ed età matura, lavorando ad alcuni dei suoi più celebri capolavori da Ludwig, a Il Gattopardo (1963). Anche se non vi girò mai, alcuni set ricordano l’impronta della villa, dai soffitti affrescati alle sala da ballo.

Ricordi

Giorni felici in riva al Lario – scriveva il regista milanese citando il nome prelatino del lago di Como – Facevamo progetti con i miei fratelli e scoppiava puntuale il temporale. Contrariati restavamo in silenzio attaccati ai vetri già rigati di pioggia. Qualche volta si dormiva sull’erba, nel letargo pomeridiano in un fremito di grilli e di cicale. A sera porgevamo ai genitori il viso stanco di sonno. Poi veniva l’autunno e noi ragazzi eravamo tristi per la riapertura delle scuole.”

Come poi raccontò anche Anna Gastel, nipote del regista, la casa era molto amata per l’atmosfera familiare libera che si respirava. La famiglia e la coesione tra fratelli è sempre stato un tema importante per Luchino Visconti, come testimoniano anche i suoi film, dove il momento dei pranzi era un momento per stare insieme e il rapporto con la madre spicca in primo piano come qualcosa che determina la vita e la scelta di valori veri.

Sulle note di questo lessico familiare, lasciamoci ora la soglia di Villa Erba alle spalle, per passare in rassegna altre ville italiane, dal simile destino.

Villa il Balbianello

Sempre sul lago di Como, ovunque disseminato di palazzi e gioielli architettonici, sorge Villa Il Balbianello, set di diversi film tra cui 007 Casino Royale, è oggi di proprietà del FAI, da non confondere con la vicina Villa Del Balbiano.

Ricca di splendidi giardini all’italiana, affreschi di epoca barocca e arredi decorati, anche questa villa era un tempo un luogo religioso: è stata costruita dal cardinale Angelo Durini a fine 1700 partendo dal rudere di un monastero francescano.

Successivamente l’edificio diventa punto di incontro degli intellettuali dell’epoca tra cui Giuseppe Parini, Silvio Pellico, Giovanni Berchet e Alessandro Manzoni. Eccoli lì, intenti a discorrere amabilmente, davanti al lago, sotto l’incantevole loggia settecentesca a tre arcate.

Villa Cimbrone

Nulla gli invidierebbero i membri del Bloomsbury Group inglese, che si riunivano, invece, a Villa Cimbrone a Ravello, in provincia di Salerno: una terrazza sull’infinito in completa armonia con la bellezza della Costiera Amalfitana. Qui si respira aria di mare, tra arte, politica e letteratura. 

Un luogo così affascinante, dai soffitti a volta dipinti fino ai pavimenti in maiolica, dai giardini alle statue, disposte lungo il bordo delle scogliere non può che ricordare una favola senza tempo…e non a caso si dice che fu la casa di Lord Grimthorpe, l’orologiaio dietro il Big Ben.

Villa d’Este a Tivoli

Alle porte di Roma, maestosa nella più rosea delle golden hours, Villa d’Este a Tivoli è uno dei simboli del Rinascimento Italiano e oggi patrimonio UNESCO. Il giardino all’italiana è ricco di fontane, vere opere d’arte, e giochi d’acqua di ogni tipo, che ne hanno forgiato l’identità, su indicazione del figlio di Lucrezia Borgia, il Cardinale Ippolito II d’Este. Infatti, la maggior parte delle fontane esterne possono essere considerate dei teatri d’acqua, che conducono al famoso Viale delle Cento Fontane, la Fontana del Bicchierone di Gian Lorenzo Bernini e le cosiddette “fontane musicali”, che riproducono armonie musicali. 

Villa Talamo

Citando il Rinascimento passiamo alla Toscana, dove, nella macchia mediterranea in provincia di Grosseto, si trova Villa Talamo, proprietà storica di un antico convento di suore e oggi della famiglia Zampolli, che ha costruito un angolo di paradiso dal panorama unico sulla Costa d’Argento, dove è anche possibile pernottare per poter godere dei momenti più spettacolari del luogo. L’edificio color sabbia è circondato da una florida vegetazione a picco sull’acqua.

Villa Tasca

Verso Sud, non può mancare Villa Tasca a Palermo, una villa neoclassica di proprietà di una delle più importanti famiglie aristocratiche dell’isola, ricca di affreschi, arredi storici e lampadari in vetro di Murano frequentata da Jacqueline Kennedy e apprezzata da musicisti del calibro di Wagner e Verdi.

Palazzo Nicolosio Lomellino

E infine, in nuance perfetta con i gelsomini in fiore, Palazzo Nicolosio Lomellino nel cuore di Genova. Il giardino, ordinato su più livelli e disseminato di grotte e ninfei, si popola d’estate di deliziosi agapanti viola dove trionfano l’atrio affrescato del 1563 e la facciata in azzurro cielo e stucchi bianchi, come la spuma del mare poco lontano.

E mentre contempliamo l’orizzonte siamo certi in cuor nostro di quante innumerevoli altre storie si nascondono alla nostra vista, tra un portone dorato e un giardino dimenticato e non possiamo fare altro che sperare di riuscire presto a portarle alla luce con una nuova puntata di Hospitalitales.

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